XenServer 5.6 le novità

Ieri al Citrix Synergy di San Francisco è stata presentata la versione definitive di XenServer versione 5.6 (la beta è in visione già dal 16 marzo scorso). Nominalmente è una minor update tuttavia contiene delle importanti innovazioni per gli ambienti enterprise, offrendo tra l’altro dal punto di vista del licensing (vedremo in Italia come sarà) una nuova versione di fascia intermedia (Advanced).

Sicuramente due aspetti di cui maggiormente si sente necessità da parte degli utenti sono da un lato una migliore gestione del logging (sono davvero illeggibili attualmente!) e un migliore interazione con gli eventi di sistema, molto utili soprattutto in caso di problemi hardware. Insomma dei tools di management che possano essere confrontabili con gli strumenti di VCenter sia a livello di funzionalità sia di faclilità d’uso.

Come ben sapete la HCL di XenServer non è poi così lunga e il fatto che il prodotto che funzioni bene pressoché sulla totalità dei server in giro, ciò non significa che non si possano verificare malfunzionamenti come freeze dell’host riconducibili a problemi di compatibilità con l’hardware (parlo di un caso avvenuto in prima persona). Ovviamente nella versione free di XenServer non si può usufruire del supporto, men che mai se si utilizzano piattaforme non certificate, quindi in questo caso l’end user potrebbe trovarsi davvero spiazzato, soprattutto in ambienti di produzione.

Nonostante ciò, XenServer a mio avviso rappresenta la soluzione di virtualizzazione più solida e conveniente nonché versatile e compatibile, soprattutto nel caso di guest misti windows/linux.

XenServer 5.6 si avvicina a vSphere, supportando nella versione free fino a 256GB di RAM su singolo host e fino a 64 processori logici (ma sappiamo che su questo aspetto Xen è sempre stato molto forte). Le funzionalità di rete sono state incrementate con il supporto al SR-IOV (utilizzo nativo dell’hardware della HBA da parte dei drivers).

Il piatto forte che tutti aspettavano è la presenza nelle versioni Enterprise, Platinum e nella nuova Advanced, della DMC (Dynamic Memory Control) un migliore utilizzo della memoria, una funzione che automaticamente rialloca la memoria degli host basansosi su settings predefiniti e sulla disponibilità complessiva di risorse.

Inoltre hanno presentato nuove funzioni di Host Power Management che promettono un migliore bilanciamento del carico e un aumento della densità delle VM e soprattutto un maggiore risparmio energetico grazie allo spegnimento automatico degli host nelle ore di minor carico e naturalmente la riaccensione on demand. A detta dei presenti, Automation è il termine più ricorrente al Synergy e non è un caso. Da diversi anni Xen è un ottimo prodotto ma ancora un po’ “grezzo” per avere successo in ambiente enterprise, dove si richiede efficienza, continuità e facilità di gestione.

Sempre nell’ottica dell’automazione, una nuova funzione della 5.6 è il Dynamic Workload Balancing, funzione già apparsa nella 5.5 in cui forniva un motore di “intelligent placement” per soddisfare i requisiti di disponibilità delle applicazioni, in base alle risorse disponibili nel pool. La versione 5.6 estende questo concetto ottimizzando automaticamente in ogni momento le performance delle Vm spostandole nelle posizioni ottimali sugli host, non solo in base alla configurazione iniziale.

La versione 5.6 inoltre introduce maggiore granularità (role based) per quanto riguarda i livelli di amministrazione e supporta i memory snapshot, oltre che quelli dei dischi. La stessa gestione degli snapshot è stata (finalmente) integrata nella GUI.

Funzionalità interessante si presenta l’automazione del DR a livello dell’Hypervisor. Presentato a dicembre scorso, Citrix Site Recovery include la replica dei siti, failover e failback, controllato da un’unica console, cioè la coordination dei dati replicati, il restart delle VM sul sito secondario successivamente all’evento disastroso e naturalmente il ripristino della situazione precedente una volta che i servizi siano nuovamente disponibili sul sito principale. Questa è una soluzione che coniuga bene esigenze di business continuity e budget, dal momento che moltissime PMI oggi hanno valutato una soluzione DR ma l’hanno dovuta scartare a causa dei costi proibitivi. In più c’è da dire che il backup su nastro, trasferito poi via corriere sul sito secondario e il ripristino/restart delle macchine nel sito replicato può richiedere molto tempo, addirittura settimane di lavoro; in questo caso l’orchestration in ambiente virtuale è un plus non indifferente.

I numeri

Secondo John Humphreys, Citrix’s senior director del marketing di XenServer, I numeri sono: 45.000 clienti hanno già scaricato almeno una licenza free di XenServer, complessivamente negli ultimi 12 mesi sono state rilasciate 150 mila chiavi di licenza. Oltre il 50% dei deploy di XenDesktop è avvenuto su ambienti in cui l’Hypervisor è XenServer (francamente questo non mi sorprende).

Ad oggi sul sito la nuova versione non è ancora scaricabile, vediamo appena disponibile come si comporta la nuova arrivata, ciao :-)

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