Cosa pensano Forrester e Gartner del SaaS?

Un recente rapporto di Forrester analizza il mercato e prevede quali saranno le 14 applicazioni del Saas (Software as a Service) che avranno un buon successo nei prossimi 10 anni. Questo concetto di distribuzione delle applicazioni non più verticale (col modello a silos) bensì prettamente orizzontale, in stretta correlazione con la crescita del cloud computing sarà sicuramente uno dei temi caldi per gli amministratori IT nei prossimi 10 anni.

Quello che è certo è che SaaS continua a crescere; originariamente pensato come supporto ad applicazioni CRM (Customer Relationship Management) e HCM (Human Capital Management) — ancora trainanti come fattori di crescita nell’impresa — oggi molte applicazioni come il web conferencing, la collaboration e l’IT Service Management (ITSM) stanno avendo un buon successo terzializzate presso un provider.

Il rapporto di Forrester (come quello di Strategy Analytics più focalizzato sugli impatti del Cloud Computing sulla mobilità aziendale) punta il dito su quanto cresceranno questa modalità di delivery delle applicazioni e di come il SaaS sia una possibile risposta immediata alla recessione che stiamo vivendo. E’ il caso di investire in questa tecnologia?

 

Forrester prevede che le seguenti tecnologie sono pronte ad avere grande successo sul mercato:

  • Collaboration. Sebbene il suo futuro a lungo termine è non dimostrato, i dati ricavati da Forrester fanno pensare che la collaborazione sia uno dei settori più “caldi” per l’adozione di tecnologie Saas;
  • Web conferencing. già fortemente Saas-based, le tecnologie di web conferencing continuano a muoversi in questa direzione.
  • CRM. Come dicevo, si tratta di una delle prime categorie dove Saas si è diffuso, in questo settore il servizio è maturo; tuttavia, in alcune società che si sono attrezzate con strategie di local CRM l’adozione sarà lenta o, in molti casi, non verrà applicata.
  • HCM. Il deploy di soluzioni HCM/HR è stato ampiamente diffuso, tuttavia molte soluzioni si sono configurate come proposte di nicchia da parte di piccoli venditori. Il consolidamento ha contribuito a creare una maggiore offerta e aumentare il potenziale di crescita di queste tecnologie.
  • ITSM. Queste soluzioni nel modello Saas stanno crescendo in popolarità, ma molti dei big devono ancora entrare in questo settore. Visto comunque che i vendors continuano a entrare nel mercato, Saas ha la possibilità di trasformare il mondo delle applicazioni informatiche.
  • Online backup. Particolarmente indicato per le PMI, l’ubicazione remota dei PC e delle applicazioni così come del backup ha già attirato un forte interesse. Un motivo di preoccupazione per il semplice backup online è il ripristino di grandi quantità di dati in un breve lasso di tempo.

Naturalmente come sempre non tutto è “rose e fiori”, Forrester prevede che le seguenti tecnologie avranno poco successo utilizzando il modello Saas:

  • Business Intelligence (BI). Nell’ambito BI l’investimento è in gran parte non giustificato. Molti sono ancora scettici quanto al suo potenziale, in particolare a causa del fatto che questa tecnologia prevede il trasferimento in tempo reale di grandi volumi di dati.
  • Integration. Siccome le soluzioni Saas prosperano, di conseguenza aumenteranno anche le -specifiche soluzioni d’integrazione Saas. Tuttavia, non c’è da aspettarsi sviluppi magici di integrazione, che siano essi Saas o no.

Altre tecnologie valutate nel rapporto includono tecnologie di archiviazione, Digital Asset Management, Gestione dei contenuti aziendali, Enterprise Resource Planning, supply chain management, e Web Content Management.

 

Quindi il Software as a Service conviene e conviene investirci sopra? Certamente la modalità di ammortamento dei costi è diversa e va ben considerata: per il cloud computing si parla di spese correnti (Opex) cioè il servizio si paga attraverso dei canoni (di solito per user) mensili, trimestrali o annuali, che finiscono tutti nel conto economico dell’esercizio corrente. Invece l’acquisto e il possesso di server va in conto capitale (Capex). E’ improprio confrontare direttamente i costi. Molto interessante a questo proposito il seguente documento di Computerworld.

Gartner parte dal fatto che 9 aziende su 10 (!) hanno pianificato di incrementare l’utilizzo del Saas nel 2009, tuttavia come è ovvio mette in guardia su quello che significa in termini di costo questa scelta. Le aziende non devono partire dal principio che la modalità Software as a service, sia necessariamente meno cara rispetto alla classica licenza che si installa su un sistema aziendale.

 

In un report che analizza le cinque asserzioni più comuni sul tema (“Fast checking: The five most common Saas assumptions”), il vice presidente di Gartner Robert DeSisto raccomanda alle aziende di fare “un’analisi realistica” prima di avviare un progetto SaaS; avverte, tra l’altro, che il delivery delle applicazioni online non è sempre più veloce rispetto alle soluzioni classiche. Secondo Gartner, se i fornitori indicano generalmente trenta giorni come tempo necessario per il “go live”, nella modalità Saas certi programmi richiedono anche fino a sette mesi. Come sempre a mio avviso dipende dal lavoro che si fa prima: la fase di preparazione al delivery è più importante del delivery stesso.

 

Gartner poi avverte su come vengono sottoscritti i contratti: spesso si firmano contratti nei quali è contenuto anche il pagamento di una quota fissa oltre che l’effettivo utilizzo del software.

Gartner nota anche tuttavia (e questo è un aspetto che dalla mia esperienza personale i gestori del servizio devono condividere meglio con i clienti) che le aziende spesso possono sottostimare le potenzialità della modalità online. Un certo numero di aziende, infatti, ha l’impressione di non poter integrare il software online con le loro applicazioni interne o il loro database, ma in realtà questi dati possono essere precaricati nell’applicazione Saas, per poi essere aggiornati regolarmente, anche real time. Inoltre, bisogna ricordare che le applicazioni Saas possono essere customizzate e da molto tempo non si limitano più a semplici funzioni di base.

 

Chi sta valutando una drastica riorganizzazione della propria infrastruttura IT deve confrontarsi con il modello Saas. Già oggi una strategia facilmente implementabile in molte PMI (e in cui credo molto) è quello della distribuzioni delle applicazioni tradizionali (la suite Office per esempio), tramite tecnologie di accesso remoto ad alte performances quali quelle fornite da Citrix. Liberando da annosi problemi quali sicurezza, disponibilità e assistenza, chi sceglie questo modello può reagire a quelle che sono le dinamiche preoccupanti della recessione, con un risparmio sul possesso del sistema informativo e con una migliore organizzazione aziendale.


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